• Cibo e diritti. Per un'agricoltura sostenibile
Cibo e diritti. Per un'agricoltura sostenibile

Cibo e diritti. Per un'agricoltura sostenibile

Negli anni del nuovo millennio, il processo di liberalizzazione senza limiti dell'economia, emancipata dal controllo deg li Stati sovrani e, dunque, dalle coordinate tradizionalmente individuate da un lato dalla "politica" e dall'altro dal "diritto", ha portato ad una pluralità di crisi a livello globale: in particolare alla crisi finanziaria emersa nei mercati dei derivati si è aggiunta anche una grave e ricorrente crisi alimentare. Dopo molti decenni di relativa crescita delle produzioni agricole e che aveva fatto emergere, per via del protezionismo statale, la questione relativa alla gestione delle c.d. eccedenze produttive e senza, peraltro, condurre ad una più equa distribuzione degli alimenti tra i paesi più ricchi e quelli in via di sviluppo, il pianeta ha dovuto confrontarsi in misura nuova ed accentuata con il tema della sicurezza alimentare. Questa situazione ha generato molte tensioni sociali e suscitato molti interrogativi. Da una parte, si sono palesati i gravi limiti intriseci al modello socio-culturale affermatosi in maniera egemonica negli ultimi decenni del Novecento che ha puntato soltanto sull'autonomia privata e sulle libertà economiche senza alcun controllo sociale. Dall'altra, è riemersa in maniera inconfutabile la "eccezionalità" dell'agricoltura, quale forma di impiego, di governo e di amministrazione di risorse naturali sia pure a fini produttivi, rispetto agli altri settori economici, sì da giustificarne un trattamento "speciale". (Dalla Presentazione) Vedi di più